E cioè: è l’età avanzata che ha affinato la capacità di cogliere gli errori o della comunicazione più diffusa oppure della regressione delle capacità della classe politica? e, in questa seconda ipotesi, qual è la causa di questa regressione?
Prima di cercare le risposta è bene chiarire la portata del fenomeno regressivo a cui faccio riferimento: esso non è limitato al nostro Paese ma si estende all'estero; come pure va sottolineato che non riguarda figure di secondo piano.
Proprio analizzando le vicende di cronaca attuale e storica ritengo che più che la maggiore esperienza dell’età, che acuisce le capacità critiche, o il migliorato accesso alle informazioni, prevalga la regressione di capacità dei politici. E tanto per esemplificare trovano Trump minacciare il Messico "Non state facendo abbastanza per fermarli. Penso che i vostri soldati abbiano paura. I nostri no, potrei inviarli laggiù", oppure gestire goffamante il Russiagate;
A mia memoria (fra poco ne compio di più…) i politici erano impersonati da figure autorevoli sempre attenti sia nell’agire che nel parlare. Si coglieva in essi, oltre a doti naturali, il frutto di una scuola che, nel preparare, selezionava i migliori per i posti di maggiore responsabilità.
Ma veniamo alla seconda domanda su cosa possa avere originato la regressione di capacità dei politici. Per trovare una risposta va premesso che il declino non ha comportato “significativi scossoni” nella “tenuta politica” degli Stati ma, siccome in Politica non esiste il vuoto, ciò significa che lo spazio della minore capacità dei politici è stato occupato da altri e, nello specifico, dalla finanza.
Ma, mentre la “tenuta politica” era a totale appannaggio della “Politica” oggi è condivisa con la finanza la cui natura corsara la rende inadatta al “lungo periodo” su cui si misura proprio la capacità politica. Chiarendo con un parallelismo: la finanza sta alla crescita socio-economica come l’autoerotismo sta alla crescita demografica.
Gli esempi della presa di potere della finanza sono ancora sulla pelle di chi, dopo l’esplosione della bolla finanziaria negli USA, vive di precarietà o anche di chi ha dovuto rassegnare le proprie dimissioni a causa dallo spread.
Così, il potere sta sempre meno nella capacità di produrre - che necessita di capitali, capacità organizzativa, know-how, ricerca, logistica, commercializzazione, ecc. - e sempre più nelle mani di chi è capace di speculare - che necessita assai meno: una rete internet, computer e software ad hoc.
Inoltre, la capacità produttiva di un paese non è la somma di quella delle singole imprese ma di come tutte siano parte di un “sistema” che deve essere messo a punto dalle scelte strategiche della politica su cui è intessuta la pianificazione pluriennale.
E qui viene il nodo al pettine, la pianificazione è funzione di scelte politiche che, a loro volta, sono funzione delle risorse disponibili ovvero dei vincoli di manovra esistenti.
In pratica siamo di fronte all’uovo di Colombo che non potrà mai reggersi in piedi a meno di un cambio di rotta che sposti l’asse del potere a favore della Politica e di Politici che abbiano reali capacità di operare e non solo di fare passerella.
Il processo, ovviamente, non è semplice né rapido ma se non si capisce, non dico la strada giusta, ma quanto meno la direzione verso cui incamminarsi il futuro delle generazioni a venire sarà nebbioso e irto di pericoli.
Abbiamo finalmente un governo che il mondo ci invidia. Ministri preparati ed onesti,adesso basta lamentarsi il cambiamento che volevamo c'è stato dobbiamo solo raccogliere i frutti e goderceli.
RispondiEliminaSecondo me il processo di vampirizzazione dell'alta finanza sulla politica è in una fase talmente matura e avanzata, da costituire un punto di non ritorno. Penso che sia ormai una condizione irreversibile, determinata anche dal fatto che i più importanti leaders dei Paesi che decidono il destino del mondo, provengono dagli ambienti della finanza. Il ritorno del primato della politica, intesa come strumento e luogo dove soddisfare gli interessi dei cittadini, presupporrebbe una crisi mistica dei padroni del mondo, nonché un ripensamento totale dei valori e del senso della nostra presenza in questo mondo. Temo che ancora per molto vedremo sfilare la carrellata di quei prepotenti, passata in rassegna dal bravo Francesco.
RispondiEliminaSig Alessi na lei non è mai soddisfatto? Lei non pensa che nel giro di pochi mesi con l'attuazione del nostro programma saremo fuori da ogni guaio? Gioisca per una volta.,
RispondiEliminaIo ho parlato dei leaders che governano e decidono i destini del mondo. Lei ritiene che la premiership italiana rientri tra questi?
EliminaInteressantissimo l’articolo di Francesco Salvatore, ma agli effetti pratici, resta un contenitore di utopie lontanissime da un concreto cambiamento dell’ordine mondiale politico e finanziario. Le sue, sono riflessioni condivisibili, soltanto a livello di lucido raziocinio, purtroppo destinate a restare considerazioni in un mondo globalizzato e neoliberista, dove un minuscolo numero di persone detenie la quasi totalità della ricchezza mondiale. A dire il vero, non ho mai preferito volare alto con la fantasia di pricipi siano essi morali che politici, come si evince nell’articolo. Ho sempre preferito restare nei confini di un’Italia, dilaniata da una feroce guerra di posizionamento politico, dove ognuno si chiude nella propria ideologia, come nelle trincee della “Grande Guerra”. Guardare all’ordine mondiale significa perdersi nel nulla.
RispondiEliminacondivido sul fatto che il contesto di globalizzazione complica la messa a punto e realizzazione di strategie di contrasto alla deriva di supremazia finanziaria, ovvero di un potere basato su nulla che sia concreto.
EliminaTuttavia, nulla può cambiare se non si prende coscienza dei pericoli insiti nel lasciar andare. Per percorrere un miglio occorre fare un primo passo, senza pensare che siano altri a proseguire il cammino e tagliare il traguardo.
Concordo che le mie sono riflessioni astratte ma, senza le astrazioni è difficile individuare la "direzione" da seguire
Le chiacchiere stanno a zero. Sono state promesse senza se e senza ma delle cose. Adesso non si cerchino alibi e diversivi. E non tiriamola troppo per le lunghe, in campagna elettorale è stato detto immediatamente ed immediatamente vanno fatte.
RispondiEliminaOttime le intuizioni di Casaleggio prima e di Grillo ancora più esplicito.La democrazia è superata e superflua ed il parlamento un orpello inutile e costoso.Lo dcioglimento del parlamento va fatto adesso che il movimento ha i numeri per farlo. Una occasione del genere non capiterà più perchè non credo che i 5 stelle avranno in futuro la stessa forxa. Basta la piattaforma russou per garantire una sufficiente partecipazione.Basta con i continui lamenti ci vuole ordine e disciplina mettendo fuori gioco i disfattisti ed in penzatori di professione.
RispondiEliminaCommento fuori tema
EliminaEcco il tipo di democrazia che immagino ed auspico e lei la interpreta alla perfezione- quindi mni permetta di congratularmi con lei.
EliminaScusate la mia ignoranza. Chiedo se le leggi raziali furono afatte ed applicate in Italia. e se è si quale fu la reazione del popolo italiano?
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